Vaccinazione antitetanica: quando l'obbligo resta ma lo strumento cambia
In questo nuovo scenario si pone una domanda inevitabile che molti colleghi stanno già affrontando spesso con risposte diverse:
il medico competente può ancora esprimere un giudizio di idoneità con obbligo di vaccinazione antitetanica?
La domanda non è teorica.
Riguarda giudizi di idoneità reali responsabilità professionali e conseguenze dirette sui lavoratori.
Ed è proprio per questo che va affrontata con chiarezza, al di là delle opinioni personali.
PERCHÉ OGGI NON È PIÙ POSSIBILE MANTENERE IL GIUDIZIO “IDONEO CON OBBLIGO DI VACCINAZIONE”
Nel momento in cui la formulazione monovalente non è più disponibile, l’obbligo di vaccinazione antitetanica non può più essere applicato in modo automatico.
Il punto non è la perdita dell’obbligo normativo in sé, che resta.
Il punto è che lo strumento conforme per adempiere a quell’obbligo non è più disponibile.
L’unica alternativa oggi sul mercato è un vaccino combinato che include componenti non obbligatorie per legge e non correlate al rischio lavorativo.
In questo contesto il lavoratore può legittimamente rifiutare la vaccinazione trivalente, esercitando un diritto costituzionalmente garantito.
Di conseguenza, il giudizio di idoneità “con obbligo di vaccinazione antitetanica” perde il suo presupposto operativo:
non è più un obbligo realisticamente esigibile senza violare il consenso informato.
Continuare a esprimerlo significa formalizzare un obbligo che il sistema, così com’è oggi, non è più in grado di sostenere.
IL SECONDO NODO: “IDONEO CON IMMUNOGLOBULINE POST INFORTUNIO”
Di fronte a questa difficoltà, sta emergendo un'altra soluzione apparente:
rendere il lavoratore idoneo prevedendo la somministrazione di immunoglobuline antitetaniche in caso di ferita.
E' qui che come medici del lavoro dobbiamo fermarci un attimo.
Le immunoglobuline antitetaniche non sono una misura preventiva ma un intervento terapeutico post-esposizione.
Fondare un giudizio di idoneità su questa ipotesi significa accettare che la prevenzione:
Non sia continuativa
non sia programmabile
non sia organizzata dal sistema aziendale
ma venga demandata al singolo lavoratore, alla sua percezione del rischio e alla tempestività dell'accesso delle cure . In molte attività lavorative le microlesioni sono frequenti e spesso inevitabili. trasformare ogni ferita, anche minima in un evento sanitario da gestire con immunoglobuline significa rincorrere il rischio non prevenirlo.
Scriver un giudizio di idoneità basato su questa logica equivale a dichiarare una continuità di protezione che nei fatti non esiste .
ùE questo espone il lavoratore ma anche il medico a una fragilità difficilmente difendibile.
Il giudizio di idoneità e le conseguenze sul lavoratore
Se una mansione comporta un rischio tetanico reale e continuativo e il lavoratore non dispone di una protezione immunitaria efficace,
il giudizio di idoneità non può che essere negativo per le mansioni esposte.
Non per rigidità, non per scelta ideologica, ma per coerenza scientifica e professionale.
Ed è fondamentale ribadirlo: la non idoneità non è una colpa del lavoratore.
Il lavoratore:
- non ha violato alcuna norma,
- non ha rifiutato cure salvavita,
- ha esercitato un diritto costituzionale.
Eppure può subire:
- limitazioni,
- ricollocazioni,
- o esclusioni dalla mansione.
Questo è l’effetto concreto di una incoerenza di sistema, non di una scelta individuale.
Noi medici del lavoro non possiamo:
- forzare il consenso,
- inventare soluzioni surrogate,
- né normalizzare scorciatoie improprie.
Possiamo però fare una cosa essenziale:
dire chiaramente che oggi il sistema produce un effetto pregiudizievole su lavoratori senza colpa.
E questo come professionisti della prevenzione non possiamo ignorarlo.
"Questo tema in realtà non è nuovo, già nel 2016 avevo affrontato la gestione della prevenzione antitetanica in ambito lavorativo, quando la disponibilità del vaccino monovalente consentiva ancora una coerenza tra obbligo normativo e strumenti operativi.
Oggi quello stesso impianto logico resta valido nei principi ma viene messo in crisi da un cambiamento che allora non era nemmeno immaginabile: l'assenza dello strumento conforme."
Per chi vuole approfondire :
https://gennarobilancio.blogspot.com/2016/02/vaccinazione-antitetanica-e-giudizio-di.htmlGennaro
Bilancio Medico del Lavoro
Scrivo per chiarire dubbi, non per dare risposte comode


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