Introduzione e contestoL’attività dei lavoratori addetti alle consegne su strada (rider o ciclofattorini) si svolge in un contesto outdoor complesso, caratterizzato da traffico veicolare intenso, esposizione ad aeroinquinanti, variabilità microclimatica, pressione temporale legata ai tempi di consegna e necessità di risposte rapide e coordinate.
Tale attività espone il lavoratore a rischi per la salute e la sicurezza, che non può essere adeguatamente prevenuto limitandosi alle sole misure tecniche, organizzative e all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, ma richiede un approccio integrato che includa la valutazione dello stato di salute psicofisica.
2. Inquadramento normativo . Decreto Legislativo 81/2015 e s.m.i.
Ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs. 81/2015, le collaborazioni che si concretano in prestazioni di lavoro personali e continuative, le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento a tempi e luoghi di lavoro, sono assoggettate alla disciplina del lavoro subordinato.( .....art. 1 Le disposizioni di cui al presente comma si applicano anche qualora le modalità di esecuzione della prestazione siano organizzate mediante piattaforme anche digitali.)
Ai sensi dell’art 47 septies (Il committente che utilizza la piattaforma anche digitale è tenuto nei confronti dei lavoratori di cui al comma 1, a propria cura e spese, al rispetto del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81)
Legge 2 Novembre 2019 n. 128. Capo V bis , art 47 septies, comma 3, (Il committente che utilizza la piattaforma anche digitale è tenuto nei confronti dei lavoratori di cui al comma 1, a propria cura e spese, al rispetto del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.)
Per quanto sopra riportato ne consegue l’applicazione delle tutele previste dal D.Lgs. 81/2008, inclusi:
- valutazione dei rischi;
- misure di prevenzione e protezione;
- informazione e formazione;
- sorveglianza sanitaria.
Rischi specifici
L’attività dei rider si svolge in ambiente outdoor, in contesto urbano complesso e dinamico che comporta un’esposizione integrata a rischi fisici, chimici, organizzativi e infortunistici, strettamente interconnessi tra loro. La corretta valutazione di tali rischi rappresenta il presupposto indispensabile per l’impostazione di una sorveglianza sanitaria appropriata, mirata ed efficace, finalizzata alla prevenzione degli infortuni e alla tutela della salute del lavoratore
Aeroinquinanti e contesto di esposizione
I lavoratori outdoor sono esposti a un mix complesso di aeroinquinanti ambientali caratterizzato da basse concentrazioni, esposizione cronica e elevata variabilità spazio-temporale, con incremento della dose inalata in relazione all’attività fisica e alle condizioni microclimatiche.
CLASSIFICAZIONE AHENTI CHIMICI DI ESPOSIZIONE
PARTICOLATO ATMOSFERICO (PM10 – PM2,5 PM ultrafini)
Il particolato atmosferico di origine veicolare, industriale e da impianti termici domestici si forma sia per processi di combustione sia per abrasione meccanica e risospensione delle polveri stradali. Il PM10 è prevalentemente costituito da particelle grossolane ricche di agenti chimici derivanti da freni, pneumatici, asfalto, sabbia , polvere di cantiere e parti di pollini, può contenere anche idrocarburi policiclici aromatici.
Il PM2,5 è invece maggiormente associato a prodotti della combustione, black carbon, IPA e componenti secondarie, risultando la frazione di maggiore rilevanza tossicologica.
Il PM 10 tende a depositarsi prevalentemente nelle via aeree superiori e bronchiali, il PM 2,5 grazie alle sue dimensioni ridotte e all’elevata superficie specifica, si deposita prevalentemente negli alveoli e dotti alveolari , una volta solubilizzato è in grado di attraversare la barriera alveolo-capillare e di veicolare sostanze tossiche adsorbite contribuendo alla disfunzione endoteliale, alla riduzione della biodisponibilità dell’ossido nitrico e all’aumento del rischio cardiovascolare.
Gli effetti includono riniti, laringiti, tracheite, peggioramento di Asma, BPCO, riduzione della funzione respiratoria , aumento degli effetti cardiovascolari acuti ( Infarto, Ictus, Ipertensione arteriosa, aritmie) e incremento del rischio oncologico .
GAS IRRITANTI
· Ossidi di azoto (NO, NO₂ – NOx)
- Ozono (O₃)
- Monossido di carbonio (CO)
- Ossido di zolfo
Ossidi di azoto
Gli ossidi di azoto derivano prevalentemente dai processi di combustione ad alta temperatura, in particolare dal traffico veicolare.
Il NO₂ rappresenta la forma di maggiore rilevanza sanitaria.
L’inalazione di NO₂ provoca irritazione delle vie respiratorie, aumento della permeabilità dell’epitelio bronchiale e attivazione di processi infiammatori. A livello sistemico, gli ossidi di azoto favoriscono lo stress ossidativo con consumo dell’ossido nitrico endoteliale e conseguente vasocostrizione.
Infatti la riduzione della biodisponibilità del NO endoteliale rappresenta un meccanismo chiave della disfunzione vascolare, favorendo infiammazione dell’endotelio, aumento dell’aggregazione piastrinica e progressione dell’aterosclerosi.
Gli effetti sanitari comprendono peggioramento delle patologie respiratorie, aumento dell’ipertensione e incremento del rischio di eventi cardiovascolari acuti.
Ozono (O₃)
L’ozono è un inquinante secondario che si forma in atmosfera a partire dagli ossidi di azoto e dai in presenza di radiazione solare.
È un gas altamente ossidante.
L’esposizione a ozono determina un danno diretto all’epitelio respiratorio attraverso meccanismi di ossidazione delle membrane cellulari, con attivazione di processi infiammatori e riduzione transitoria della funzione polmonare.
L’ozono aumenta l’iperreattività bronchiale e favorisce la comparsa o l’aggravamento di sintomi respiratori, soprattutto durante l’attività fisica.
A livello sistemico lo stress ossidativo indotto dall’ozono può contribuire all’infiammazione vascolare e all’aumento del rischio cardiovascolare, in particolare nei periodi estivi e nei soggetti vulnerabili.
Monossido di carbonio (CO)
Il monossido di carbonio è un gas incolore e inodore prodotto dalla combustione incompleta dei carburanti.
Il suo principale meccanismo tossicologico consiste nel legame ad alta affinità con l’emoglobina, formando carbossiemoglobina, con conseguente riduzione della capacità di trasporto dell’ossigeno ai tessuti.
L’ipossia tissutale che ne deriva interessa in modo particolare il miocardio e il sistema nervoso centrale, determinando aumento del rischio di ischemia, aritmie e, in caso di esposizioni acute, eventi potenzialmente letali.
Anche a basse concentrazioni ambientali, il CO può contribuire allo stress cardiovascolare nei soggetti con patologie preesistenti.
Composti organici adsorbiti sul particolato (IPA, metalli)
Il particolato fine e ultrafine funge da vettore per numerose sostanze tossiche, tra cui idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e metalli.
Tali composti si adsorbono sulla superficie delle particelle e vengono trasportati in profondità nell’apparato respiratorio.
Una volta depositati negli alveoli IPA e metalli vengono rilasciati localmente, inducendo stress ossidativo, danno cellulare e infiammazione persistente.
Gli IPA sono associati a effetti genotossici e cancerogeni, mentre i metalli contribuiscono alla disfunzione endoteliale e all’attivazione di processi infiammatori sistemici.
Questo meccanismo spiega perché il particolato fine rappresenti la frazione di maggiore rilevanza tossicologica e cardiovascolare.
Rischi fisici
Radiazioni solari (ultraviolette e infrarosse)
Meccanismi patogenetici
L’esposizione prolungata alle radiazioni solari durante l’attività all’aperto comporta l’assorbimento di energia elettromagnetica a livello cutaneo e oculare.
Le radiazioni ultraviolette (UV) determinano un danno diretto al DNA delle cellule cutanee, con formazione di dimeri di timina e attivazione di meccanismi di stress ossidativo e risposta infiammatoria.
Le radiazioni infrarosse (IR) contribuiscono all’aumento della temperatura cutanea e tissutale, favorendo la vasodilatazione periferica e il carico termico complessivo.
A livello oculare, l’esposizione cronica a UV e IR può indurre danni cumulativi alle strutture anteriori dell’occhio (cornea, cristallino), con meccanismi degenerativi progressivi.
Effetti sulla salute
- Eritemi solari e fotodermatiti
- Ustioni cutanee
- Danni oculari (fotocongiuntivite, cheratite, cataratta a lungo termine)
- Invecchiamento cutaneo precoce
- Incremento del rischio di neoplasie cutanee in caso di esposizione cronica
Stress termico da temperature elevate (stress da caldo)
Meccanismi patogenetici
L’attività fisica svolta dal rider associata a temperature ambientali elevate, determina un aumento della produzione di calore endogeno.
Quando i meccanismi di termoregolazione (sudorazione e vasodilatazione periferica) risultano insufficienti, si instaura uno squilibrio tra produzione e dispersione del calore.
La disidratazione e la perdita di elettroliti aggravano il quadro, favorendo:
- riduzione del volume plasmatico;
- aumento della frequenza cardiaca;
- sovraccarico cardiovascolare.
Effetti sulla salute
- Affaticamento e riduzione della capacità di concentrazione
- Crampi
- Colpo di calore (condizione potenzialmente letale)
- Peggioramento di patologie cardiovascolari preesistenti
Lo stress da caldo aumenta anche il rischio infortunistico per riduzione dell’attenzione e rallentamento dei tempi di reazione.
Stress termico da temperature basse (stress da freddo)
Meccanismi patogenetici
L’esposizione a basse temperature induce vasocostrizione periferica come meccanismo di conservazione del calore corporeo.
La perdita di calore è ulteriormente accentuata da vento e umidità.
La riduzione della temperatura cutanea e muscolare comporta:
- diminuzione della sensibilità tattile;
- riduzione della forza e della coordinazione muscolare;
- rallentamento della conduzione nervosa.
Effetti sulla salute
- Ipotermia
- Geloni e lesioni da freddo
- Riduzione della destrezza manuale
- Aumento del rischio di cadute e incidenti
- Peggioramento di patologie vascolari periferiche
- Effetto sinergico con rischi da sovraccarico biomeccanico per danno lombosacrale
Umidità
Meccanismi patogenetici
L’umidità elevata riduce l’efficacia della sudorazione, ostacolando l’evaporazione del sudore e quindi la dispersione del calore corporeo.
In condizioni di freddo, l’umidità accelera la dispersione termica, amplificando l’effetto raffreddante.
Effetti sulla salute
- Peggioramento dello stress termico da caldo o da freddo
- Maggiore affaticamento fisico
- Incremento del rischio di disidratazione o ipotermia
- Riduzione delle prestazioni psicofisiche
Vento forte
Meccanismi patogenetici
Il vento agisce su due livelli:
- meccanico, interferendo con la stabilità del mezzo;
- termico, aumentando la dispersione di calore corporeo (wind chill effect).
La combinazione di vento e velocità del mezzo amplifica l’effetto raffreddante, soprattutto in condizioni di freddo e umidità.
Effetti sulla salute e sulla sicurezza
- Raffreddamento corporeo accelerato
- Instabilità del mezzo
- Aumento del rischio di caduta
- Affaticamento muscolare per compensazione posturale
- Riduzione del controllo del mezzo
Vibrazioni corpo intero e mano braccio , sovraccarico biomeccanico da postura statica e peso dello zaino.
Meccanismi patogenetici
Le vibrazioni trasmesse al sistema mano–braccio derivano principalmente dal contatto prolungato con il manubrio del mezzo (bicicletta, bicicletta elettrica o motociclo), in particolare in presenza di:
- manto stradale irregolare;
- pavimentazioni dissestate;
- scarsa manutenzione del mezzo;
- posture statiche mantenute per tempi prolungati.
Le vibrazioni determinano microtraumi ripetuti a carico delle strutture neuromuscolari e vascolari degli arti superiori.
A livello nervoso si osserva un’alterazione della conduzione periferica, mentre a livello vascolare si verifica una disfunzione del microcircolo, favorita dalla vasocostrizione riflessa.
Effetti sulla salute
- Parestesie e ipoestesia delle mani
- Riduzione della forza di presa
- Affaticamento muscolare degli arti superiori
- Dolore a carico di polsi, gomiti e spalle
- Riduzione della sensibilità tattile e propriocettiva
Tali effetti compromettono la capacità di controllo del mezzo, aumentando il rischio di errore e di caduta.
Vibrazioni corpo intero
Meccanismi patogenetici
Le vibrazioni corpo intero sono trasmesse al lavoratore attraverso la sella, il telaio del mezzo, soprattutto durante la guida su superfici stradali irregolari.
Le vibrazioni si propagano lungo l’asse lombo–sacrale e interessano la colonna vertebrale e il sistema muscolo-scheletrico.
L’esposizione cronica determina:
- sollecitazioni meccaniche ripetute sui dischi intervertebrali;
- microinstabilità vertebrali;
- aumento del carico compressivo sul rachide.
Effetti sulla salute
- Lombalgie e dorsalgie
- Irrigidimento muscolare paravertebrale
- Disturbi posturali
- Riduzione della stabilità e dell’equilibrio
Le vibrazioni corpo intero contribuiscono alla riduzione del controllo del mezzo e all’aumento del rischio infortunistico.
Sovraccarico biomeccanico del rachide
Meccanismi patogenetici
Il sovraccarico biomeccanico nei rider è determinato dalla combinazione di più fattori:
- peso dello zaino o del carico trasportato;
- postura fissa con busto inclinato in avanti;
- mantenimento prolungato della posizione di guida;
- Temperatura bassa
Questi fattori agiscono in modo sinergico con le vibrazioni corpo intero, determinando un aumento significativo delle sollecitazioni a carico del tratto lombo–sacrale.
Probabili effetti sulla salute
- Sovraccarico dei dischi intervertebrali
- Accelerazione dei processi degenerativi
- Discopatie
- Artrosi vertebrale
- Dolore cronico lombare
Il carico asimmetrico dello zaino e la distribuzione non uniforme del peso favoriscono inoltre squilibri posturali e compensi muscolari.
Rischi Infortunistici correlati alla guida (cadute, urti, investimenti)
I rischi infortunistici nei rider derivano dall’interazione tra condizioni ambientali, fattori tecnici del mezzo e fattori umani, con un ruolo determinante delle condizioni della strada, della manutenzione del mezzo e dell’integrità delle funzioni sensoriali e neuro-motorie. Tali fattori contribuiscono in modo significativo alla probabilità e alla gravità degli eventi traumatici, rendendo necessaria una valutazione integrata ai fini della prevenzione e della sorveglianza sanitaria.
Le condizioni del fondo stradale (presenza di polvere, terra, ghiaia) riducono l’aderenza degli pneumatici, aumentando lo spazio di frenata e la probabilità di perdita di controllo del mezzo.
Il manto stradale bagnato per pioggia amplifica tali effetti attraverso la riduzione del coefficiente di attrito, favorendo slittamenti e cadute improvvise.
Il dissesto stradale (buche, avvallamenti, dislivelli) determina sollecitazioni meccaniche improvvise che possono causare:
- perdita di equilibrio;
- deviazioni impreviste della traiettoria;
- impatti diretti contro ostacoli o altri veicoli.
La presenza di vani porta-beni improvvisati e di ostacoli non segnalati rappresenta un ulteriore fattore di rischio, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità o durante la guida notturna.
Effetti sulla salute
- Cadute con traumi contusivi
- Fratture degli arti
- Traumi cranici
- Lesioni muscolo-scheletriche
- Politraumi in caso di investimento
- Esiti invalidanti permanenti nei casi più gravi
Fattori tecnici del mezzo
Lo sbilanciamento del carico dovuto a zaini e borse altera il baricentro del mezzo, riducendo la stabilità dinamica e aumentando il rischio di perdita di controllo, soprattutto in curva o in frenata.
La scarsa manutenzione del velocipede muscolare, elettrico o a motore determina:
- usura degli pneumatici;
- inefficienza del sistema frenante;
La scarsa illuminazione del mezzo riduce la visibilità del rider da parte degli altri utenti della strada e compromette la capacità di individuare tempestivamente ostacoli e dislivelli.
Effetti sulla salute
- Aumento del rischio di collisioni
- Cadute improvvise
- Traumi da frenata inefficace
- Maggiore gravità delle lesioni in caso di incidente
Fattori umani
Meccanismi patogenetici
Le alterazioni sensoriali, in particolare del visus e dell’udito, compromettono la percezione dell’ambiente circostante e la capacità di anticipare situazioni di pericolo.
Le alterazioni del sistema nervoso centrale e periferico influiscono su:
- attenzione;
- tempi di reazione;
- coordinazione motoria;
- equilibrio.
L’affaticamento fisico e mentale, spesso associato a ritmi di lavoro intensi e a stress organizzativo, determina un progressivo calo della vigilanza.
L’uso di farmaci interferenti con vigilanza e riflessi amplifica ulteriormente il rischio di errore.
Effetti sulla salute e sulla sicurezza
- Ritardo di reazione
- Errori di valutazione
- Perdita di controllo del mezzo
- Incremento significativo del rischio di incidente stradale
Altri rischi infortunistici
Aggressioni da persone
Le aggressioni possono derivare da:
- lamentele per ritardi o modalità di consegna;
- conflitti legati al traffico;
- tentativi di furto.
Tali eventi possono verificarsi in modo improvviso e imprevedibile, soprattutto in contesti urbani congestionati o in orari serali e notturni.
Effetti sulla salute
- Traumi fisici
- Lesioni da aggressione
- Stress acuto
- Disturbi psicologici post-evento
- Incremento del rischio di stress lavoro-correlato
Aggressioni da animali
Durante le consegne, il rider può entrare in contatto con animali randagi o domestici non adeguatamente controllati, con rischio di attacchi improvvisi.
Effetti sulla salute
- Morsi
- Ferite lacero-contuse
- Rischio infettivo
- Traumi secondari da caduta
Punture di insetti
L’attività all’aperto espone il rider al contatto con insetti quali vespe, api e zanzare. In soggetti sensibilizzati, anche una singola puntura può innescare una risposta allergica significativa.
Effetti sulla salute
- Reazioni locali dolorose
- Reazioni allergiche sistemiche
- Rischio di shock anafilattico nei soggetti predisposti
- Distrazione improvvisa con aumento del rischio di caduta
Stress lavoro correlato
Lo stress lavoro-correlato nei rider rappresenta un rischio organizzativo rilevante, determinato dalla pressione sui tempi di consegna, dalla gestione algoritmica della prestazione e dall’esposizione continua a un ambiente urbano complesso. Attraverso meccanismi neuroendocrini e cognitivi, lo stress cronico compromette attenzione, tempi di reazione e capacità decisionale, aumentando il rischio infortunistico e incidendo negativamente sulla salute psicofisica del lavoratore.
Inquadramento del rischio
L’attività dei rider è caratterizzata da una organizzazione del lavoro fortemente condizionata da fattori esterni, quali:
- pressione sui tempi di consegna;
- gestione algoritmica delle prestazioni;
- variabilità degli orari e delle condizioni operative;
- lavoro svolto in solitudine;
- interazione continua con traffico, clienti e ambiente urbano.
Tali elementi configurano un rischio da stress lavoro-correlato rilevante, con potenziali ripercussioni sulla salute psicofisica e sulla sicurezza del lavoratore.
Meccanismi patogenetici dello stress
Attivazione neuroendocrina
L’esposizione prolungata a stress organizzativo determina l’attivazione cronica dei sistemi di risposta allo stress:
- asse ipotalamo–ipofisi–surrene
- sistema nervoso simpatico.
Ne consegue un aumento persistente di:
Questa condizione altera i normali meccanismi di adattamento dell’organismo, favorendo affaticamento psicofisico e riduzione della capacità di recupero.
Effetti sul sistema nervoso centrale
Lo stress cronico interferisce con le funzioni cognitive superiori, determinando:
- riduzione dell’attenzione sostenuta;
- difficoltà di concentrazione;
- rallentamento dei processi decisionali;
- alterazioni del controllo emotivo.
In un’attività di guida su strada, tali alterazioni hanno impatto diretto sulla sicurezza.
Interazione con altri fattori di rischio
Lo stress lavoro-correlato potenzia gli effetti degli altri rischi:
- amplifica la percezione della fatica fisica;
- riduce la capacità di compensare deficit sensoriali;
- peggiora il controllo posturale e motorio.
Fattori organizzativi specifici nei rider
Lo stress nei rider è favorito da:
- tempi di consegna stringenti;
- sistemi di valutazione basati su ranking e penalizzazioni;
- imprevedibilità del carico di lavoro;
- assenza di pause strutturate;
- esposizione a conflitti con utenti della strada e clienti;
- incertezza economica legata alla prestazione.
La gestione algoritmica della prestazione riduce il margine di autonomia del lavoratore, aumentando la percezione di perdita di controllo.
Probabili effetti sulla salute
Effetti psicologici
- Ansia
- Irritabilità
- Disturbi del sonno
- Riduzione del benessere psicologico
- Disturbi dell’adattamento
Effetti fisici
- Affaticamento cronico
- Cefalea tensiva
- Disturbi gastrointestinali funzionali
- Incremento del rischio cardiovascolare
- Riduzione delle difese immunitarie
Effetti sulla sicurezza
Lo stress lavoro-correlato determina:
- riduzione della vigilanza;
- aumento degli errori;
- ritardo nei tempi di reazione;
- scelte rischiose durante la guida.
Questo si traduce in un incremento significativo del rischio infortunistico, soprattutto in condizioni ambientali critiche.
Effetto cumulativo e cronico
Nel tempo, lo stress lavoro-correlato può evolvere verso:
- burnout;
- peggioramento di patologie croniche preesistenti;
- riduzione della capacità lavorativa;
- aumento dell’assenteismo e degli eventi avversi.
Conclusioni:
Da quanto su descritto emerge con chiarezza che il lavoro dei rider non è un attività semplice ma un compito complesso che richiede attenzione, rapidità decisionale e buone condizioni psicofisiche, in un contesto rubano spesso critico.
I rischi non agiscono singolarmente , clima, traffico, inquinamento, stress organizzativo e condizioni del mezzo si sommano e si potenziano.
Per tale motivo la tutela della salute e sicurezza dei riders non può fermarsi alle misure tecniche, organizzative e DPI.
E’ necessario interrogarsi anche sullo stato di salute del lavoratore.
Da qui nasce l’esigenza di una sorveglianza sanitaria mirata, che rappresenta il tema centrale della seconda parte di questo approfondimento e che sarà pubblicato nei giorni prossimi