La collaborazione del Medico Competente alla valutazione dei rischi: dalla metafora della guerra alla metafora del giardino

 

Una riflessione ispirata alla linguistica cognitiva di George Lakoff e Mark Johnson

Nel corso della mia attività di medico competente, di medico del lavoro nel servizio  di vigilanza e attraverso il confronto con colleghi, la lettura di articoli scientifici e lo studio del D.Lgs. 81/2008, ho maturato una riflessione che desidero condividere.

Leggendo il libro Metafora e vita quotidiana di George Lakoff e Mark Johnson ho compreso che le metafore non sono semplici figure retoriche, sono strutture cognitive che influenzano il nostro modo di pensare, interpretare la realtà e, di conseguenza, agire.

Mi sono quindi chiesto quale metafora prevalentemente  utilizziamo quando pensiamo alla collaborazione del Medico Competente alla valutazione dei rischi prevista dall’art. 25 del D.Lgs. 81/2008.

Ho evinto  che molto spesso il tema venga inconsapevolmente interpretato attraverso la metafora della guerra.

Quando questa metafora guida il nostro pensiero, il linguaggio cambia spontaneamente.

Si parla di:

  • attacchi, difese, contestazioni, strategie, vittorie o sconfitte ecc.

Di conseguenza anche i comportamenti seguono  questa logica.

Il Medico Competente può essere portato a concentrare le proprie energie nel dimostrare di aver correttamente adempiuto ai propri obblighi, privilegiando una posizione difensiva.

L’Organo di Vigilanza a sua volta può orientare la propria attività principalmente verso la ricerca degli elementi utili a dimostrare la mancata collaborazione.

Il confronto rischia così di trasformarsi in uno scontro tra posizioni contrapposte.

Eppure questa prospettiva, pur inevitabile quando occorre accertare eventuali responsabilità, non rappresenta il vero significato della valutazione dei rischi.

La domanda fondamentale dovrebbe essere un’altra:

Come possiamo contribuire, ciascuno secondo le proprie competenze, a tutelare nel modo migliore la salute dei lavoratori?

Risposta: Cambiare metafora cambia il modo di pensare

Difatti Lakoff e Johnson sostengono che cambiando metafora cambia anche il nostro modo di ragionare.

Sostituendo  la metafora della guerra ad esempio con quella del giardino, la valutazione dei rischi diventa  un giardino,  attraverso questa metafora  l’obiettivo comune non è vincere una battaglia, ma coltivare un ambiente nel quale la salute e la sicurezza possano crescere e mantenersi nel tempo, cosi :

Il Datore di Lavoro prepara il terreno

Il terreno rappresenta l’organizzazione aziendale.

Il Datore di Lavoro:

  • prepara il terreno organizzando il lavoro;
  • elimina pietre ed erbacce, cioè rimuove o riduce i rischi eliminabili;
  • irriga il terreno mettendo a disposizione risorse economiche, attrezzature, formazione e organizzazione;
  • crea le condizioni affinché il giardino possa svilupparsi in modo sano.

L’RSPP progetta il giardino

L’RSPP osserva il terreno e ne studia l’equilibrio.

Analizza i fattori di rischio, individua le criticità, progetta le misure di prevenzione e protezione e propone gli interventi necessari affinché il giardino rimanga sano nel tempo.

Il Medico Competente osserva la salute del giardino

Il Medico Competente apporta una competenza unica.

Attraverso i sopralluoghi, la sorveglianza sanitaria e la conoscenza degli effetti dei rischi sull’organismo, osserva se compaiono segnali che indicano una sofferenza del giardino.

Quando individua tali segnali:

  • ne ricerca le cause;
  • propone interventi migliorativi;
  • contribuisce ad individuare i rischi che possono compromettere la salute dei lavoratori;
  • verifica nel tempo l’efficacia delle misure adottate.

La sua collaborazione non consiste soltanto nell’esprimere giudizi di idoneità, ma soprattutto nel mettere a disposizione le proprie conoscenze mediche affinché l’intero sistema di prevenzione possa migliorare.

I lavoratori vivono il giardino

I lavoratori sono coloro che vivono quotidianamente il giardino.

Per questo possono percepire cambiamenti, segnalare criticità e contribuire, con la propria esperienza, al miglioramento continuo della prevenzione.

L’Organo di Vigilanza verifica il giardino

L’Organo di Vigilanza non entra nel giardino per cercare un avversario da sconfiggere.

Verifica se il terreno è stato preparato, se il progetto è adeguato, se ciascuno ha svolto il proprio ruolo e se il giardino garantisce realmente la tutela della salute dei lavoratori.

Quando emergono carenze, il suo obiettivo finale rimane quello previsto dal legislatore: favorire il ripristino delle condizioni di sicurezza e di salute.

Una riflessione finale

La prevenzione nasce dalla collaborazione, non dal conflitto.

Naturalmente l’Organo di Vigilanza deve accertare eventuali violazioni quando esse sussistono e il Medico Competente ha il diritto di dimostrare la correttezza del proprio operato. Tuttavia queste attività rappresentano il momento dell’accertamento, non il fine della prevenzione.

Il fine rimane la tutela della salute dei lavoratori.

Per questo motivo ritengo che la metafora del giardino o un altra metafora funzionale all'obiettivo principale della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori descrivano meglio il significato profondo della collaborazione alla valutazione dei rischi rispetto alla metafora della guerra.

Se cambiamo la metafora, cambiano le parole.

Se cambiano le parole, cambiano i pensieri.

E se cambiano i pensieri, possono cambiare anche i comportamenti.

Forse è proprio da qui che può nascere una cultura della prevenzione sempre più orientata alla salute delle persone, che costituisce il vero obiettivo del D.Lgs. 81/2008.


Commenti

Post più popolari